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Dalle 7, ogni quarto d’ora, il silenzio è interrotto dal rombo provocato dallo scoppio di un mortaretto che viene sparato dalla casa detta ‘ri maschi’, che si trova su una rocca in alto, a perpendicolo sul Calvario: è il cosiddetto “sparo del quarto”.

Il sole è già alto quando sul sagrato della Matrice giungono i confrati.

Quando varcano la soglia del portone laterale, in chiesa tutto è già pronto per la solenne liturgia “In Passione Domini”.

Con la celebrazione liturgica della Passione la Chiesa intera rivive, nella fede, la morte del Cristo suo Signore; è il silenzio che domina, misto ad un senso di vuoto: la prostrazione silenziosa dei sacerdoti celebranti esprime il silenzio dell’uomo davanti al mistero di un Dio che muore per amore.

La lettura, a voci alterne, del cosiddetto ‘Passio’ è toccante e coinvolge i cuori.

La chiesa è gremita di fedeli. Tutti si alzano quando dal fondo della navata appaiono i sacerdoti che conducono il simulacro del Cristo coperto da un panno viola.

Piano piano, l’effigie del Cristo in Croce viene liberata dal panno che la occulta.

Sacerdoti, confrati e fedeli si prostrano baciando i piedi del Crocifisso ‘della Catena’, accompagnati da canti penitenziali e inni alla Croce.

La funzione liturgica si avvia alla conclusione. In un ampio locale adiacente l’abside, il corpo del Cristo è adagiato sul lenzuolo che, tra poco, lo sosterrà nella salita al Calvario.

….. continua 

fonte: Comune di Corleone

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